Storytelling aziendale vediamo cos'è e come funziona

Coinvolgere i clienti con lo storytelling aziendale: scopriamo perché questa strategia comunicativa funziona e come fare per coinvolgere davvero i proprio lettori.

Brand: raccontami una storia

Perché lo storytelling aziendale è una strategia comunicativa efficace? Perché, per tradizione, chiunque di noi è stato abituato, fin da prima di imparare a leggere, ad ascoltare storie. Perché la narrazione piace al genere umano, e perché una storia è sempre apprezzata, soprattutto se è una bella storia.

Uno dei vantaggi dello storytelling aziendale è che funziona sia per la comunicazione scritta sia per quella orale, e ancora di più se supportato da immagini (meglio se video), evocative e significative per la storia che stiamo raccontando. Sono innumerevoli gli esempi di aziende che hanno utilizzato lo storytelling per la propria comunicazione, con i risultati più disparati.

Storytelling aziendale: una storia, ma non una qualsiasi

Lo storytelling aziendale, così come tutte le strategia di comunicazione,blog aziendale e social network inclusi, non può essere fatto in maniera superficiale e non studiata. Esistono esempi, anche famosi, di storie eccessive, poco credibili o coerenti con l’immagine di marca che si vuole trasmettere. Perché raccontare una storia non equivale a raccontare storie qualsiasi.

Storytelling aziendale di successo

Ecco alcune caratteristiche che questo strumento di comunicazione dovrebbe avere. Innanzitutto non importa se la narrazione corrisponda alla verità o sia frutto di fantasia: ciò che conta è che sia credibile e plausibile. Nulla allontana di più un consumatore di una storia che crea un’immagine diversa rispetto alla brand image aziendale che si è creato.

In secondo luogo lo storytelling aziendale deve saper coinvolgere il proprio pubblico di riferimento, e per diversi motivi. In primo luogo perché se la comunicazione riesce a fare breccia nei sentimenti dell’ascoltatore o del lettore, la persona sarà più propensa a compiere l’azione per la quale lo storytelling è stato pensato, come ad esempio comprare un prodotto o sentirsi parte del brand stesso.

In secondo luogo una storia che coinvolge è più capace di farsi ricordare. Nel progettare una strategia di comunicazione, bisognerebbe ricordare sempre che chi riceve il messaggio è inondato in ogni istante dalle forme di comunicazione più disparate, ed è quindi necessario che il messaggio emerga rispetto al resto della comunicazione. In aggiunta, una storia che coinvolge e si fa ricordare ha una maggiore probabilità di essere condivisa, soprattutto sui social network. Nella migliore delle ipotesi lo storytelling aziendale potrebbe diventare virale e coinvolgere così, potenzialmente, molti più destinatari. In realtà, anche nella più modesta delle ipotesi, una condivisione verso i propri follower da parte di un cliente, corrisponde ad una presa di pozione positiva nei confronti dell’azienda, che finisce per trasformare chi riceve la comunicazione in un ambasciatore dell’azienda o della marca.

Non ho una storia da raccontare: Falso!

Una delle obiezioni che sente più spesso chi si occupa di comunicazione potrebbe essere riassunta nella frase: io non ho una storia da raccontare. Niente di più errato. Tutti i brand, le aziende, gli eventi o le organizzazioni hanno una storia da raccontare, più o meno significativa. Sia che si tratti della storia aziendale, sia che coinvolga un prodotto, la narrazione può diventare un forte strumento, ma solo a patto che venga creata in maniera professionale e che sia coerente con il resto della comunicazione, su tutte le tipologia di media.

Storytelling aziendale: attenzione alla brand image

Concludiamo con un punto fondamentale, per lo storytelling ma in generale per tutte le strategie comunicative. Lo storytelling non può e non deve comunicare un messaggio diverso o contrastante rispetto a quanto viene veicolato con altre forme e mezzi di comunicazione. Ciò che deve sempre essere presente è cioè la coerenza dell’immagine del Brand, da ogni punto di vista. Il tono della comunicazione, così come i valori trasmessi devono sempre tenere presente il pubblico che si vuole raggiungere e l’immagine che l’azienda o il marchio hanno comunicato fino a quel momento. Un tenore comunicativo del tutto diverso è concesso solo all’interno di una strategia di cambio di immagine ben determinata, ma comunque sempre coerente con la direzione scelta.

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